Etichettato: sindrome da elenco

bookfessions n.2

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Quando leggo
non importa cosa stia succedendo attorno a me
potrebbe crollare il mondo
ma non me ne accorgerei.

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10 libri (non classici) che -secondo me- vale la pena leggere pt.2

ta-dà!
ecco la seconda parte dell’elenco dei 10 libri che, sono sicura (come no, certo), aspettavate con ansia (non fatevela addosso, mi raccomando).

Posizione numero 5
CHRISTOPHER MOORE con Il Vangelo Secondo Biff 
devo dire una cosa di questo libro: è bello in modo assurdo.
mi ha fatto piangere, commuovere, ridere, sospirare, divertire. mi ha fatto tanta compagnia.
e vi chiederete: come fa una trasposizione del vangelo a fare una cosa simile?
eh, come fa.
allora, intanto Biff va letto non solo con la testa, ma anche con il cuore.
Moore ha questa particolarità: tratta i suoi personaggi con una tenerezza infinita e lo fa perché li ama. nonostante tutto ciò a cui li sottopone.
e io credo sia l’unico scrittore al mondo in grado di amare i suoi personaggi e scrivere libri fantastici. il perché, poi, ve lo spiego un’altra volta.
poi, insomma, io ho smesso da tempo di credere nelle religioni, soprattutto nel Cristianesimo.
ma c’è da dire che sono sempre stata certa che Gesù fosse stato una persona notevole.
sicuramente non come ci viene descritto canonicamente. ma non ho alcun dubbio a proposito del fatto che sia stato davvero affascinante.
questo libro è un’interpretazione tutta nuova dei Vangeli: la vità di Gesù che non viene mai raccontata da nessuno, ovvero dai 13 ai 30 anni. quelli che non conosciamo. quelli che non ci hanno mai detto. quelli che nessuno ha mai -evidentemente- considerato importanti.
e invece.
secondo me è un’interpretazione davvero bella e piena di ottimismo. e, di questi tempi, l’ottimismo serve.
poi, anche se il finale si conosce, di certo non ci si aspetta come vada a finire. davvero.
ricordatevi sempre che qui il protagonista è Biff, non Gesù.
e, infine, Biff.
Biff è un altro di quei personaggi della mia “letteratura personale” che non puoi non amare.
ti innamori e basta, non c’è altro da fare.
lo vorresti come migliore amico anche tu, ecco tutto.
forse anche qualcosa di più, diciamo.
e io a Christopher Moore ci amo. non solo questo, ma tutti i suoi libri (o per lo meno, quelli letti finora). però non immaginate nemmeno un po’ quanto mi manchi Biff, ogni giorno. oh.

Posizione n° 4
DANIÈL PENNAC con la Saga dei Malausséne
qui non posso parlare di un solo libro, ma devo per forza inserire tutta la saga.
spiego.
la “Saga dei Malausséne” si compone di 6 libri. i cui titoli sono
Il Paradiso degli Orchi
La Fata Carabina
La Prosivendola
Signor Malausséne
La Passione secondo Thérese
Ultime Notizie dalla Famiglia
non vi spiego la trama di ogni libro, vi dico solo che tutti i libri esistono uno in funzione dell’altro e che uno non può esistere senza l’altro.
certo, è possibile leggerli indipendentemente, nessuno lo vieta.
ma si tratta di una storia che continua e che va avanti un episodio alla volta.
leggere un libro a caso vuol dire perdersi tutto quello che è successo prima e tutto quello che succederà dopo.
i Malausséne sono una famiglia. la famiglia migliore che si potrebbe desiderare.
il capofamiglia è Benjamìn, di mestiere CAPRO ESPIATORIO. sì, leggete bene. un uomo che per vivere si prende la colpa al posto degli altri.
e già questa cosa, da sola, dovrebbe bastare a spingervi a leggere tutto.
ma non finisce qui.
ogni personaggio della famiglia “allargata” ha un suo perché. ogni componente ha qualcosa da raccontare.
e i caratteri sono assolutamente affascinanti. così belli che vorresti veramente andare a Belleville a conoscerli. se non altro per passare un po’ di tempo con loro, mangiare un cous cous da Hadouch, o accompagnare il Piccolo e Jerèmy a scuola, fare qualche foto con la bellissima Clara e farsi leggere la mano dalla spigolosa Thérese.
non posso rimettermi a scrivere troppo dei personaggi che comincio a piangere, in preda alla nostalgia.
il mondo dei Malausséne è un mondo meraviglioso, che ha ogni volta un guaio da risolvere.
soprattutto perché, ogni volta, inspiegabilmente, i guai si concentrano attorno a Benjamìn, che li attira peggio di una calamita.
i Malausséne sono tutti fratelli, con una madre che non c’è mai e ognuno un padre diverso, ignoto.
la mamma arriva incinta, sforna un pargolo e lo lascia da crescere al resto della famiglia. poi scompare.
attenzione: non è così terribile come sembra.
ma non è nemmeno solo questo.
i Malausséne diventano la tua famiglia, se solo glielo permetti. se hai bisogno d’amore, loro te lo danno e nemmeno te ne accorgi. e non chiedono niente in cambio. gli viene naturale.
e mi sono ritrovata a piangere come un vitello in più punti, senza riuscire a controllarmi.
fortuna che è successo sempre in occasioni in cui ero sola e nessuno mi avrebbe visto.
avvertenza: anche questi sono libri -si dice- per adolescenti. ma sono sicura che anche i grandi li possano apprezzare senza problemi.
dopotutto le storie sono belle e ben costruite, di colpi di scena ce ne sono molti. e il bambino che è in voi vi ringrazierà.

Posizione n° 3
CARLOS RUIZ ZAFÓN con L’Ombra del Vento
anche Zafòn è considerato uno scrittore per ragazzi.
ed effettivamente chi conosce il resto dei suoi scritti, potrà rendersi conto che, in parte, è così.
ma questo libro è un po’ più speciale rispetto agli altri.
so che ha avuto un grosso momento di notorietà nel periodo in cui io l’ho letto.
e, infatti, mi è arrivato tramite un lungo “passa parola”.
ovviamente, anche se non mi fido mai dei fenomeni che esplodono in questo modo, non avrei mai potuto tralasciare di leggere un libro con un titolo così.
inoltre, l’ambientazione è Barcellona. una delle città più belle che abbia mai visto. una delle città dove ho lasciato un pezzo del mio cuore.
questa storia, poi, mi ha catturato subito perché comincia proprio con uno strano cimitero: il cimitero dei libri dimenticati.
e, proprio da un libro, si dipana la vicenda. ed è grazie a un libro che Daniel -il protagonista- affronta una serie interminabile di avventure, attraversando tutta Barcellona. una storia al cardiopalma, per cercare qualcosa e per salvarsi da qualcosa.
Daniel crescerà, conoscendo la vera amicizia, la rabbia, la passione, il vero amore.
per me è stato un viaggio incredibile.
come essere risucchiati in un vortice dal quale sembra non si possa uscire mai. e non si vuole uscire mai.
per me L’Ombra del Vento ha significato molto.
è uno tra i primi libri a cui sono riuscita davvero ad affezionarmi. ed è uno dei libri che mi ha fatto capire quanto potevo amarli, i libri.

in 2° posizione
J. K. ROWLING con La Saga di Harry Potter
sì, lo so. sono una persona banale, monotona e scontata.
ma ho i miei buoni motivi.
la saga di Harry Potter, che si compone di 7 titoli, è una delle cose più belle che mi siano mai capitate nella vita.
non credo di aver bisogno di raccontare qualcosa della trama o di nominare uno per uno i titoli della serie.
li conosciamo tutti. e anche se non ci fosse ancora qualcuno che li conosce, beh. che li vada a cercare su wikipedia. perché mi sentirei davvero ridicola a rispiegare e riscrivere tutto.
insomma, diciamo che Harry Potter è una delle cose più mainstream che credo esistano sulla faccia della terra.
e un po’ è anche questo il bello.
voglio dire: la cara J.K. è una che non era nessuno.
poi, un bel giorno, si trovava nella disperazione più nera e ha detto “perché non scrivere un po’, per dimenticare il dolore?”. e, beh. ha solo inventato UN MONDO INTERO pieno di cose meravigliose.
ed è diventata una delle donne più ricche e più famose del pianeta.
così. solo per aver creato un maghetto un po’ strano che sconfigge il male assoluto grazie ai suoi amici.
SOLO. certo.
la Rowling è il mio idolo. assoluto.
se potessi scegliere una sola donna a cui assomigliare su tutta la terra, sceglierei lei.
lei passerà alla storia grazie al fatto di aver creato qualcosa di incredibile (sempre soggettivamente parlando, eh).
e poi lo farà comunque perché, sapete, ha una voce con il suo nome nell’OXFORD DICTIONARY OF ENGLISH. qualcosa vorrà pur dire, questo.
poi, insomma, mi ha regalato più ore di gioia lei, nella lettura di Harry Potter, che qualsiasi altro divertimento esistente.
ci sono poche cose che posso paragonare all’euforia che mi procurava l’uscita di un nuovo libro di Harry Potter.
e a chi crede che esageri, posso solo dire che non mi conosce abbastanza bene.
nei libri di Harry Potter c’è tutto.
compreso l’incontenibile desiderio di entrare a far parte di quel mondo anche tu. di poter essere un mago e studiare a Hogwarts. e di combattere la guerra contro Voldemort insieme a tutti gli altri. morendo, anche, se necessario.
nei libri di Harry Potter c’è l’amore, la famiglia, l’amicizia, la morte, la guerra, legami indissolubili e insegnamenti indimenticabili.
quanto ho pianto. di gioia e di dolore (sì, sì. proprio dolore!).
Harry Potter non è una storia -solo- per bambini. tanto che nella cara Englandia hanno creato pure le edizioni per adulti!
cos’altro posso dire? un libro in grado di dare tutto questo, merita solo di essere amato. nient’altro.

e, in conclusione, alla posizione n° 1
ALESSANDRO BARICCO con il suo Oceano Mare
ecco.
adesso ci saranno un milione di persone pronte a dirmi «ommioddio, ma sei pazza? quello è uno stronzo maledetto che si crede stocazzo e, in fondo, anche uno scrittore mediocre».
perfetto. sono d’accordissimo con voi. ma non su tutti i punti.
sono sicura che Baricco non sia assolutamente una bella persona. ma questa è una cosa che mi tocca? non direi.
a me interessa quello che scrive. e, quello che scrive, mi è -quasi sempre- piaciuto (tutti possono sbagliare. a parte la Rowling. lei no. non sbaglia mai. fin’ora).
non sto certamente dicendo che Baricco sia Conan Doyle, o Swift o Orwell o chessòio.
sto solo dicendo che è uno scrittore che mi piace molto.
credo, in prima analisi, che il suo modo di scrivere sia molto particolare e, di certo, può non piacere a tutti.
è una di quelle cose che o si odia o si ama.
ecco. io lo amo.
trovo anche che abbia una leggerezza fuori del comune nell’inventare sia i personaggi, che le vicende che essi vivono. sebbene non siano sempre piacevoli.
poi, insomma, ognuno ha i suoi gusti.
Oceano Mare è il mio libro preferito da quando avevo 17 anni. e nessun libro lo ha ancora superato.
giuro che leggo ogni cosa che prendo con il cuore e la mente aperti a 360 gradi. e sono pronta a mettere un altro libro al primo posto nella mia classifica personale, in qualsiasi momento.
ma non sono ancora riuscita a trovarne uno che possa occupare questa posizione qui.
Oceano Mare raggruppa una serie di “casi umani” in una locanda sul mare.
bene. il mare è il mio posto preferito. e, ogni tanto, un “caso umano” mi ci sento anch’io.
c’è la follia di Elisewin. c’è la ricerca disperata dell’amore da parte di Bartleboom (di gran lunga il personaggio più dolce che io abbia mai incontrato in tutta la letteratura affrontata finora). c’è l’eccentricità del pittore Plasson. la delicatezza dei due bimbi gestori della locanda. la bellezza misteriosa di Madame Deverià. e il mare che li accomuna. talvolta visto come amico e guaritore, talvolta come nemico distruttore, talvolta come strana entità da studiare.
ho amato questo libro bevendolo dalla prima all’ultima pagina.
e non ho mai trovato niente di così confortevole su cui posare le membra, gli occhi, la testa e il cuore.
una poesia che lega una serie infinita di imperfezioni e che, leggendo, ti fa sentire meno solo.
per lo meno a me.

10 libri (non classici) che -secondo me- vale la pena leggere pt. 1

ve l’avevo promesso (credevate di scappare, e invece no!) ed ecco.
qui non credo ci sia bisogno di troppe premesse.
sono 10 libri (o serie di libri), tra i miei preferiti, che consiglio a tutti di non perdere.
io li ho amati molto e mi hanno dato molto.
per questo ci tenevo a segnalarli e condividerli.

RICORDATE: si tratta sempre e solo di gusti e opinioni personali e soggetive.

Facciamo un bel conto alla rovescia.

Alla posizione n° 10.
TOM ROBBINS con Natura Morta con Picchio.
Sebbene io abbia approcciato da poco con questo scrittore, ne sono rimasta immediatamente colpita.
la storia -se storia si vuol chiamare- parla di una strana principessa decaduta, che si innamora di un dinamitardo.
nasce un assurdo amore contornato dalle più disparate riflessioni filosofiche.
e il bello è che tutto questo avviene girando attorno a un pacchetto di Camel. proprio le sigarette.
se, apparentemente, si ha a che fare con la più assoluta follia, dietro c’è molto di più.
Tom Robbins affronta un numero incredibile di argomenti, nel modo meno ortodosso possibile.
abbiamo quindi a che fare con l’amore, il sesso, la vita in generale, la politica, la famiglia, il carcere, il paragone tra “fuorilegge” e “criminale”, i capelli rossi, gli alieni, la teoria evoluzionista, la monarchia, la rivoluzione, l’ecologia. e questi sono solo alcuni degli argomenti che incontriamo mentre si sviluppa la storia.
io me ne sono innamorata irrimediabilmente.
e infatti non vedo l’ora di affrontare gli altri suoi titoli.
anzi, se avete consigli: suggerite!

Alla posizione n° 9.
STEFANO BENNI con La Compagnia dei Celestini.
un manipolo di orfanelli scappa dall’orfanotrofio di Banessa per andare ad affrontare il torneo mondiale di pallastrada.
si tratta dell’evento più straordinario che i bambini di strada possano immaginare, e nessuno vuole perderlo.
bande di orfani da tutto il mondo giungono per giocare il torneo, che deve rimanere segreto.
presto però, mentre gli orfanelli di Banessa sono ricercati dal prete direttore dell’orfanotrofio, l’uomo più ricco della terra di Gladonia scopre l’evento e vuole darlo in pasto ai media.
La Compagnia dei Celestini è un’avventura straordinaria, ma dietro la storia si nasconde molto altro.
io amo Benni perché è un precursore dei tempi e i suoi libri sanno di verità. molte delle cose che ha scritto, fantasticando, si sono verificate davvero, con lo svilupparsi dei tempi. e sono sicura che lui ne sia assolutamente consapevole.
come è chiaro il fatto che ogni libro (o quasi) che scrive, sia una metafora per indicare altro.
non è solo una storia fantastica e avventurosa, divertente e anche un po’ tenera, quella dei Celestini, ma qualcosa che fa riflettere sul nostro periodo storico.

Al numero 8.
ITALO CALVINO  con Se una Notte, d’Inverno, un Viaggiatore
Io adoro questo libro.
non posso descrivere la trama perché, in realtà, una vera e propria trama non c’è.
si tratta di una raccolta di incipit tra i più avvincenti che si possano immaginare.
e, nel momento in cui la storia arriva al punto in cui desidereresti più di ogni altra cosa al mondo andare avanti, si interrompe bruscamente, dandoti un nuovo capitolo con un nuovo inizio.
molti lo considerano frustrante. io, penso che sia geniale.
trovatemi uno che, prima di lui (o anche dopo di lui), ha avuto il coraggio di fare questa cosa (beh, ok. forse c’è, ma io non lo conosco perché sono ignorante).
e poi la cosa che amo è che, all’inizio, l’autore parla col lettore. si rivolge a te personalmente. fantastico.
nuovo, rivoluzionario.
è stato visto come una specie di manuale di scrittura creativa ma, secondo me, oltre all’esercizio di stile, c’è una coccola per i lettori.
io amo Calvino. è uno dei miei preferiti. ma questo libro è il preferito tra i preferiti.
e se riuscirete ad approcciare nel modo giusto, vi divertirete un sacco.

Numero 7
JOHN GREEN – Cercando Alaska
Alaska Young è in assoluto uno dei personaggi più affascinanti che mi sia mai capitato di incontrare in tutti i libri che ho letto.
diciamo che, anche se sei donna (e eterosessuale), non puoi non innamorarti di lei.
Alaska è la ragazza che più merita la definizione “una ventata di aria fresca”.
emblematica, affascinante, attiva, problematica, trascinatrice e un po’ folle, è l’adolescente che io avrei assolutamente voluto essere.
io sono andata a cercarla e l’ho trovata.
un po’ dentro di me, un po’ negli eventi della mia vita.
l’ho amata moltissimo e, beh, mi manca. come mi manca quello che ho trovato in lei.
avvertenza: si tratta di un libro scritto e pensato per l’adolescenza.
e io ho un’insana passione per i libri per l’adolescenza.
sarà che quando ero adolescente non ho avuto modo di leggere libri che si addicessero alla mia età perché ero troppo tonta (e fondamentalmente perché nessuno me li ha mai suggeriti. insomma: una, a 16 anni, a meno che non sia un genio -e io non sono un genio- ha bisogno di essere indirizzata in qualche modo, anche se è in grado di pensare con la sua testa).
non dico niente della trama perché il titolo suggerisce già troppo.
sappiate che è un bel libro. John Green è un bravo scrittore.
devo ringraziare chi me lo ha fatto conoscere.
e sappiate che, se avete un animo da romanticoni incalliti come me, non dovreste perdervelo, ecco.

Numero 6
NICCOLO’ AMMANITI con Fango
ci tengo a specificare una cosa, riguardo questo titolo: Fango è una RACCOLTA DI RACCONTI.
Fango è praticamente il primo libro di Ammaniti che è stato pubblicato (per la prima volta) con una piccola casa editrice.
Fango un’opera che ha portato al successo il suo autore con il favore del pubblico, e l’opera era nientemeno che UNA RACCOLTA DI RACCONTI.
chi vo’ capì, capisce.
(ma forse le cose sono cambiate dagli anni 90 a oggi. credo. e spero che sia così. se non altro per smettere di arrabbiarmi. vabbè.)
detto ciò: io amo Ammaniti perché è splatter al punto giusto, quando deve esserlo. e, se è vero che la genialità sta nelle cose più semplici, beh, lui allora ne ha a pacchi. per certe intuizioni incredibili che ha avuto e che, a volte, mi fanno dire “santo cielo, perché non ci ho pensato io?”, ti tiene attaccato alla pagina come uno che sta per cadere dal decimo piano si aggrappa al cornicione del palazzo. e poi è chiaro. non c’è possibilità di fraintendimenti con lui.
Fango è un trionfo della zozzeria: i personaggi sono sporchi, le storie sono cattive e crude. ma tutta questa lordura è anche piena di grazia.
bello. un piacere leggerlo, in assoluto.

per ora interrompo qui la prima parte della lista, altrimenti diventerebbe troppo lunga.
così almeno creo un po’ di suspance! (pare vero)
le posizioni dalla 5 alla 1, nel prossimo post.

10 motivi per cui è una figata avere il kindle (E COMUNQUE NON SMETTERÒ DI COMPRARE LIBRI DI CARTA!)

Siccome da quando ho preso il kindle, un gran numero di persone mi guarda come se fossi uno strano essere mostruoso che sputa bave velenose e fa cose depravate e inenarrabili, ho deciso di spiegare al mondo intero perché l’ho preso e quali sono i motivi che mi spingono a considerarlo uno degli affari più fichi che possiedo nella mia insignificante vita.
li metterò tutti qui in un carinissimo elenco di 10 punti, in modo da poter rispondere, ai prossimi che mi diranno “NO CHIARA! anche tu il kindle! non avrei mai pensato che l’avresti fatto!”, solo con il link al mio blog.

immaginate la scena.
tizio (o tizia) X a caso «ti sei fatta il kindle? NOOO! anche tu? io credevo che ti piacessero libri! che non avresti mai ceduto! come fai senza carta??»
Tuna «petittuna.wordpress.com»
sì.
mi sembra funzionare.

magari la smetteranno di rompere i coglioni e staranno zitti subito, dopo aver ricevuto una risposta tanto strana e lapidaria.
chissà.
io ci spero.

premessa:
NON SI TRATTA di mere giustificazioni prive di fondamento.
io sto usando l’oggetto incriminato.
io mi trovo molto a mio agio con lui da quando ce l’ho.
siamo fantastici amici!
e non l’ho preso solo perché “è una cosa fica”. (come inizialmente poteva essere per l’iPhone -sì, va bene? ognuno ha le sue debolezze. eccheccazzo- che poi, comunque, è diventato indispensabile e senza di lui, se potessi scegliere, non vivrei mai più)
messo in chiaro questo, posso procedere con il mio carinissimo elenco.

1- il Kindle è della dimensione ideale.
questo vuol dire che posso infilarlo in ogni mia borsa senza che la mia schiena ne risenta troppo e senza avere paura che se ne rovinino le pagine: non ne ha, di pagine!
quindi niente orecchie, niente accartocciamenti, niente strappi, niente pieghe, niente di niente!
la mia schiena, quindi, ringrazia molto il peso che ha assunto il mio zaino del lavoro da quando lo possiedo.

2- posso leggere anche al buio senza aver bisogno di accendere alcuna luce.
siccome ho un’accessorio aggiuntivo indispensabile, ovvero: la custodia compresa di luce al led autoalimentata, ho la possibilità di usarlo in qualsiasi situazione.
tipo: di notte quando sono in una stanza senza abatjour.
oppure: quando aspetto in macchina di sera.
e comunque posso leggere in qualsiasi tipo di situazione che possa potenzialmente non essere consona all’azione.
e, dato che per me leggere è indispensabile alla vita, è una grossa, grossissima svolta.

3- posso tenerci dentro un gran numero di libri.
questo è molto vantaggioso per tutte le volte in cui mi sono trovata ad andare in giro con un libro che avevo quasi finito e non potevo portarmene dietro un altro per ovvi motivi.
spiego: di solito leggo tomi particolarmente consistenti. portare con sé DUE di questi tomi PIÙ il computer portatile, PIÙ l’agenda, PIÙ il pranzo, PIÙ la bottiglia d’acqua, PIÙ il portafoglio, PIÙ gli occhiali (due paia), PIÙ tutti gli accessori indispensabili che una donna deve portare con sé, si capisce che la mia schiena si trovi a soffrire particolarmente.
e portare solo un libro, per di più quasi finito, mi costringe a passare la metà della giornata nella tristezza (chiamatela pure “depressione profonda e senso si dispersione nel nulla come quando il tuo corpo si disgrega insieme alla tua mente”) di non avere un altro libro da leggere con me.
con il kindle, se finisco un libro, ho solo l’imbarazzo della scelta a proposito di quale leggere successivamente.
direi che è un bel vantaggio (che per me corrisponde a un’incontrollata esplosione di euforia).

4- il kindle possiede un dizionario integrato.
quindi ogni volta che non conosco una parola posso andare a cercarmela in uno spazio di POCHI SECONDI.
questo vuol dire: non avere più la scusa della pigrizia di prendere un INTERO DIZIONARIO e sfogliarlo finché non si trova la parola e/o la scusa di dover cercare su internet.
questo vuol dire: improve your language!
non è mica male (soprattutto per una come me che ha sempre il terrore di non conoscere abbastanza parole nella vita).

4bis- esistono anche dizionari GRATUITI in altre lingue.
basta scaricarli.
così se si decide di leggere un libro in lingua, si avranno con sé tutte le parole necessarie con tutte le definizioni.
le definizioni, in lingua, ovviamente.
quindi: improve ulteriormente your language!
non è meraviglioso?
sì, lo è.

5- posso “rimediare” gratuitamente i libri.
questo vuol dire: sospiro di sollievo per il mio portafoglio.
questo vuol dire: se non mi piace un libro posso anche prenderlo, buttarlo nel cestino e non pentirmi nemmeno un po’ perché non ho gettato niente di materiale.
questo vuol dire: non sprecare i soldi se un libro non ti piace.
questo vuol dire: trovare anche libri che non si trovano più (che per me è tipo LINFA VITALE, dato che -sembra- che mi renda conto dell’esistenza dei libri più fichi del mondo solo TROPPO TARDI, ovvero quando non li stampano più).
dite che è una brutta cosa?
poi è chiaro che nella mia malattia, quelli che più mi piacciono li vado a comprare di carta per AVERLI fisicamente.
non posso certo permettere alla mia libreria di restare ferma così com’è.
tsè.

5bis- se decidi di comprarti un libro alle 3 del mattino puoi farlo.
basta una wireless e compri il libro che desideri per averlo subito sul chindol!
questo vuol dire: BASTA scene di panico per aver finito un libro nei momenti meno opportuni (lo ripeto)!
e c’è anche un altro piccolo vantaggio: i libri elettronici costano meno di quelli di carta.

6- posso sottolineare tutto quello che voglio senza aver paura di rovinare i libri!
proprio perché il libro non c’è, non posso rovinarlo.
e comunque, la cosa fichissima, è che le cose che ho sottolineato si raccolgono tutte carine e ordinate in una cartella chiamata “i miei ritagli” con sotto scritto da dove vengono e addirittura quando le hai sottolineate (il che, per una autistica come me, è tipo il paese dei balocchi).
in questo modo è possibile rileggerle quando ti va e riscrivere dove vuoi e portarle sempre con te senza doverti scervellare per ritrovarle ogni volta.
ah! la meraviglia!

7- ha un inchiostro che ti permette di leggere senza stancarti gli occhi.
NON È come leggere sull’iphone e, ovviamente NON È come leggere su un iPad. è MEGLIO.
ebbene sì, sembra assurdo, ma lo è.
ed è della grandezza giusta.
insomma PROPRIO come un libro.
sì, certo, NON È un libro.
ma voi non ci leggete mai sugli schermi?
eccheccavolo!

8- è praticamente impossibile perdere il segno anche di tutti i libri contemporaneamente.
perché? udite udite! Kindle ha una memoria che gli permette di ricordare a che pagina sei arrivato e, anche se spegni l’apparecchio e “chiudi” il libro aprendone un altro, lui ti riporterà sempre sull’ultima pagina che hai letto.
quindi: niente più attacchi di panico se non si ritrova il segno!
o perdita di momenti preziosissimi per finire un libro.
non so se vi rendete conto.
avete presente quei momenti in cui siete in un momento cruciale e magari state leggendo mentre fate la cacca e, improvvisamente, per prendere la carta igienica, perdete l’equilibro con l’altra mano e il libro vi scivola e si chiude inesorabilmente senza che voi sappiate mai più dove eravate?
e poi ci mettete almeno un quarto d’ora per capire con esattezza dove eravate arrivati?
con kindle, questo, non accade.
e me lo chiamate poco?
sciocchi.

9- la batteria dura una vita.
quindi diciamo che più o meno ti scordi di caricarlo.
E in ogni caso non ti lascia a piedi quando meno te lo aspetti.
indi: grossi vantaggi.

10- si possono “assaggiare” i libri.
ovvero: si ha la possibilità di scaricare un estratto dai libri che ti interessano per vedere se sono realmente interessanti in via TOTALMENTE gratuita.
questo vuol dire che puoi fare proprio come se fossi in libreria.
e per una persona come me che, molto spesso, non ha tempo da passare libreria, questo è il paradiso.
oltretutto, così, puoi anche decidere se comprare fisicamente il libro di carta.
vantaggio affatto trascurabile.

detto questo, ripeto ancora una volta:
NON SMETTERÒ MAI DI COMPRARE LIBRI DI CARTA, PENSATE CHE SIA MATTA?
non posso dimenticare il rapporto fisico che si crea con le pagine, l’idea di poter considerare quell’oggetto MIO e di metterlo nella libreria insieme agli altri, l’odore della carta impressa con l’inchiostro, la consistenza dell’oggetto e la gioia di andarlo a prendere per portarlo via con me.
ma che..? oh!

quindi: posso sapere perché continuate ancora a considerarmi una piaga dell’esistenza solo per l’acquisto di un bel regalino per me?
avanti.
facciamoci un esame di coscienza.
grazie.