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Fare la Femmina

  

Pochi giorni fa sono andata dalla mia amica estetista a festeggiare il suo compleanno. abbiamo fatto cose che di solito piacciono molto alle ragazze e che le ragazze fanno naturalmente. Tipo: farsi maschere sul viso, mettersi lo smalto, eccetera eccetera.

Una cosa che io amo definire “fare le femmine”.

E che di solito non faccio mai.
Ma non perché non mi piaccia, amo quando la mia amica mi coccola regalandomi trattamenti di bellezza, solo che io semplicemente non sono capace. 
Di solito non mi trucco perché sono troppo pigra per farlo, non vado spesso dal parrucchiere perché mi piace di piú spendere i soldi per altre cose, non porto scarpe col tacco perché non ci so camminare e perché non le trovo cosí belle come dicono che siano (lo so, probabilmente è un grosso problema), non indosso vestiti sexy e che mettono in risalto le mie forme perché ho qualche problema con le mie forme.
E mi hanno pure detto che sono una maschiaccia.
non è che la cosa mi crei problemi, semplicemente non trovo che sia giusto usare questo agettivo come dispregiativo.
Che male c’è a sentirsi Xena invece che Cenerentola? 
E poi, purtroppo, non sono abbastanza maschiaccia da risparmiare i miei soldi che invece, spesso e volentieri, spendo vergognosamente in jeans, magliette e, sopratutto sneakers.
Ecco, quella è una vera e propria malattia.
Ma è un’altra storia.
Il mio piú grosso problema è che sono una femmina che non sa fare la femmina.
Sono troppo goffa per essere una leggiadra principessa vestita di raso e organza, e sono troppo pratica per volteggiare su vertiginosi e scomodissimi tacchi.
Mi sporco quando cucino (anche quando mangio, a volte), mi siedo a terra a gambe incrociate e insulto la gente quando guido. 
Dico parolacce e promuovo il rutto in libertà, preferisco una serata ad ubriacarmi con gli amici, o un concerto per gridare la mia approvazione ai cantanti in mezzo a gente sudata, piuttosto che una cena elegante in un ristorante di lusso o una serata a vedere l’opera. 
Non tengo le unghie lunghe perché mi fa impressione (e sarei bravissima a graffiare continuamente me e gli altri), e non faccio la messa in piega perché mi annoia stare troppo dietro ai miei capelli.
Io per fare la femmina mi devo impegnare. E ogni volta è un po’ una sofferenza. 
Ma se c’è una cosa che ho imparato (soprattutto grazie a Luna Lovegood) è che non è importante se sei strano e nemmeno cosa gli altri pensino di te.
L’importante è essere a proprio agio con sé stessi.
E se questo vuol dire essere una donna un po’ meno femmina del dovuto, ma sí, chissenefrega. 
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