Etichettato: Fall Out Boy

Nostalgia, Portami Via

  

Fin da quando ero piccola, la mia maestra mi aveva detto che sarebbe stata una vita difficile per me, perché sono una persona sensibile.
La sensibilità è quella brutta cosa che ti porta a percepire tutto in modo un po’ piú profondo di altri e quindi a soffrire di piú e piú in profondità.
Perché uno non è che si puó accontentare di un problema solo, dal primo partono una carovana di cose una attaccata all’altra, che si trascinano dietro una catena di questioni da risolvere, e quasi mai semplici.
Tutto questo, solo per dire che da questa sensibilità puó derivare di tutto, anche una malattia fastidiosa e orribile come la nostalgia.
Da definizione (dell’onorevole dizionario Treccani, quindi mica pizza e fichi): la nostalgia è quello “stato d’animo melanconico, causato dal desiderio di persona lontana (o non più in vita) o di cosa non più posseduta, dal rimpianto di condizioni ormai passate, dall’aspirazione a uno stato diverso dall’attuale che si configura comunque lontano”.
E come se non bastasse, oggi mi è venuta nostalgia dell’adolescenza.
Di quel periodo odiato, sospirato, depresso, devastante e terribile che è l’Adolescenza.
Di quel periodo che, per tutto il tempo che lo vivi, odi con tutto il cuore e l’anima e non vedi l’ora di uscirne.
Ma forse sarà proprio quella capacità di mettere tutto il cuore e l’anima in ogni sentimento, in ogni azione, in ogni frase che mi manca di piú.
Quella sensazione che ogni problema sia insormontabile, che ogni momento sia estremamente significativo, che ogni azione stupida, inutile e spregiudicata sia invece assolutamente indispensabile.
Pensateci. Quando ancora nella vita vi è capitato di sentirvi cosí? 
A me non tanto spesso.
Che poi è il motivo per cui continuo a sentire i Fall Out Boy, credo.
Perché nella mia anima sono sempre stata un po’ Emo, e anche se è una cosa vergognosa, è il momento di fare outing e dirlo, finalmente. 
Mi manca quel periodo della vita in cui pensi di poter morire per la giusta causa, che sia per orgoglio o per una cotta idiota.
Mi manca quella tempesta ormonale che ti coglieva all’improvviso e ti faceva struggere per una cosa insignificante come una canzone o la storia in un libro.
Mi manca sentire che le tue priorità sono la musica, i libri e poco altro.
Adesso sarà la vecchiaia che incombe, sarà il mio lato cinico che ha un po’ preso il sopravvento, sarà null’altro che l’esigenza di tirare su una barriera per difendersi dagli attacchi del mondo che avrebbero potuto davvero uccidermi, ma non mi sento piú cosí.
Non sento piú quelle emozioni cosí forti che ti colpiscono tra testa e cuore e risuonano nello stomaco. O, per lo meno, è raro che io le senta.
Sarà pure che la mia trasformazione in brutta persona è finalmenre conclusa del tutto, probabilmente.
Ma stamattina ho letto questo verso: “sometimes the person that you’d take a bullet for is behind the trigger” e boh, non lo so. Mi sono tornati su una serie di conati di vita che credevo di aver cancellato.
Mi sono sentita un po’ piú inaridita del solito e mi è dispiaciuto. Quando invece la maggior parte delle volte la cosa mi rende fiera, avendo davvero fatto di tutto per imparare a difendermi dai colpi che la vita ha cercato di tirarmi. E si, sono contenta di esserci riuscita.
Ma non mi dispiacerebbe una dose di muretti e pantaloni larghi lasciati indietro a un tempo che sembra essere stato secoli fa.
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