L’orrore. 

  
L’altroieri sera, guardandomi allo specchio, ho constatato le mie già da tempo onnipresenti e marcate occhiaie.Ci conosciamo bene e non abbiamo niente da nasconderci noi due, sono almeno 10 anni che la nostra convivenza continua tranquilla e con reciproca, seppur non proprio pacifica, accettazione. 
Ho capito, peró, che c’era qualcosa di strano questa volta. vedevo che volevano nascondermi dell’altro. Ma non mi faccio ingannare, io.
Mi sono avvicinata allo specchio, ho tolto gli occhiali, e ho scrutato un po’ di piú e un po’ meglio. Si sa che gli occhiali sono degli ottimi alleati per nascondere insospettabili imperfezioni (per chi li ha: provate a fare il test di toglierli con chi raramente vi vede senza, sarà divertente, e spaventoso. Ma soprattutto divertente, lo prometto).
Pochi secondi e ho sentito il mio cuore perdere un colpo, ho avuto un mancamento. 
Segni. Sotto gli occhi. Segni strani e brutti che prima non c’erano.
Rughe. 
Ragazzi, lo giuro, erano proprio loro, erano RUGHE. Maledette, abominevoli, tremende, oscene rughe.
L’orrore. 
In quel momento ho deglutito: trattieni il pianto, Chiara, andrà tutto bene.
MA NO! NON ANDRÀ TUTTO BENE! COME FA AD ANDARE TUTTO BENE? HO LE RUGHE SOTTO GLI OCCHI, MALEDIZIONE, LE RUGHE! 
Io! con il mio faccino angelico e liscio come un cul di bimbo! 
Come faró adesso ad ingannare le persone facendo pensare a tutti che ho meno di 18 anni? 
Nessuno mi scambierà piú per un’adolescente, non potró piú mentire ai venditori sulla presenza o meno dei miei genitori in casa, scrollandomi di dosso la responsabilità di cacciarli adducendo fantasiose giustificazioni. 
Lo sapevo. Me lo avevano detto che sarebbe arrivato il tracollo a 30 anni. E io pensavo di averci già fatto pace con questa cosa, di essere già preparata.
Ma alle rughe no. A quelle non ero affatto preparata. Ero certa che almeno loro ci avrebbero messo ancora un bel po’ ad arrivare, perse sulla via del mascheramento dell’età. 
Non avrei dovuto prendere con leggerezza i bagordi della gioventú. Non avrei dovuto ignorare il fatto che le notti insonni di studio al liceo, le serate infrasettimanali di ubriachezza molesta dei miei 20 anni, le lunghissime e infinite giornate di studio, lavoro e feste, che terminavano in un paio di ore scarse di sonno per poi ricominciare daccapo, avrebbero avuto delle serie e pesanti ripercussioni. Non avrei dovuto pronunciare la frase sacrilega: “riposeró quando saró morta”. Si sa che ogni incantesimo ha un prezzo da pagare. 
Ok, forza, non possiamo farci trascinare a terra da questa cretinata. No, non è una cretinata. Ma non possiamo farci trascinare a terra comunque. 
E quindi ho fatto un respiro profondo, ho chiuso gli occhi, li ho riaperti e ho trovato una soluzione. Una soluzione chiara, precisa, senza mezzi termini e senza paura del domani. 
Mi sono girata verso di Lui, l’ho guardato in maniera molto seria e ho annunciato: Amore, devo comprare una crema per il contorno occhi. 

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