Lumos!

proud to be a gryffindor

ci sono cose che, crescendo, si imparano di sé stessi.
ora, ok, probabilmente io sono anche troppo ossessionata dal fatto che tra poco compirò 30 anni ma, insomma.
per me farne 18 non ha mai significato nulla.
a 18 anni non sai un cavolo della vita. e non puoi renderti conto di quali siano davvero le tue ambizioni, i tuoi desideri, le tue aspettative. a meno che tu non ci sia davvero nato.
quando ho fatto 18 anni semplicemente non li volevo fare.
le giustificazioni a scuola me le firmavo già da sola (eh, sì, dai. ditemi chi di voi non l’ha mai fatto) e sapevo solo che le mie responsabilità avrebbero cominciato a crescere sempre di più.
oggi mi sento esattamente come prima del compleanno dei 18. nemmeno adesso voglio farne 30. la differenza è che sono molto più vecchia (anche mentalmente), che ho effettivamente molte più responsabilità, ho imparato un sacco di cose e che un sacco di aspettative sono state deluse, un sacco di ambizioni sono ancora in stand-by e un sacco di desideri aspettano di essere realizzati, ancora.
dunque, tra una settimana esatta compirò 30 e continuo ad esserne completamente terrorizzata.
so bene che il giorno dopo il mio compleanno sarò sempre la stessa e non avrò niente di diverso, però iniziare la trentina senza aver realizzato quasi nessuno di tutti i miei sogni è, beh, un po’ deprimente.
ma lo dico sempre: le cose belle accadono a chi è propositivo. io continuerò ad essere propositiva, per tutto il resto della mia esistenza.
fatta la dovuta introduzione, volevo solo dire che, anche se ho -quasi- 30 anni, anche se sono ufficialmente adulta, anche se sono cambiate un sacco di cose dalla mia adolescenza e anche se sono una persona brutta e disillusa, ci sono cose di me che non cambieranno mai. come la mia goffaggine, o il mio inguaribile romanticismo, la mia nerditudine aggravata e alcune delle mie passioni.
ci sono giorni in cui mi sveglio, mi guardo allo specchio, e vedo che la mia fissazione per Harry Potter non cambierà di una virgola, né ora, né mai.
cosa c’entra coi 30? c’entra.
perché uno pensa che certe cose le amino solo i bambini. o forse gli adolescenti. ma giuro che non è affatto così. per alcuni di noi, almeno.
in questo periodo, poi, in cui iniziano a cadere le foglie e il mio cuore diventa più debole, comincio a percepirne la nostalgia molto di più che in tutto il resto dell’anno. mi dedico più spesso a fottermi il cervello con i meme a tema che trovo su internet, le citazioni dal libro, le gif animate, e si avvicina anche il momento il cui mi rimetterò a vedere la saga, in ordine, dal primo film all’ultimo, come se li stessi guardando per la prima volta.
Harry Potter è una di quelle cose che, se hai la fortuna di amare, ti entra dentro e ti accompagna per sempre.
non credevo davvero che l’esistenza di una cosa simile fosse possibile.
non so davvero come spiegarlo meglio.
forse con un esempio. l’altroieri ho trovato un montaggio in cui si vedevano tutte le evoluzioni dei personaggi, dal primo incontro degli attori al loro ultimo giorno sul set. a un certo punto della visione sono scoppiata a piangere di commozione proprio come se fossi stata parte di quel tutto che ha portato tanta gioia nella vita delle persone. e nel momento in cui J. K. Rowling diceva «remember that Hogwarts will be there to welcome you home, always», ho irrimediabilmente inondato il divano di lacrime, fradiciando ogni cosa.
una piccola parte di me dice che dovrei vergognarmi almeno un po’ di tutto questo. però, vorrei chiedervi, come faccio? come è possibile non farsi assorbire da una storia così meravigliosa da essere in grado di rimanerti dentro, così nel profondo, che non puoi fare a meno di ricordarla a intervalli regolari, praticamente sempre?
Harry Potter è quella cosa che mi ha permesso di comprendere che la magia esiste e che crederci rende la vita migliore. magari non sarò in grado di eseguire un incantesimo e non ho mai volato su una scopa ma, tutti voi che sorridete pensando che questa sia solo una stupidaggine, non siete altro che babbani.
e oggi che manca una settimana ai miei 30, pensando a tutta questa faccenda, non posso far altro che farmi il migliore augurio di cominciare questa nuova parte della mia vita dicendo: giuro solennemente di non avere buone intenzioni.
Nox!

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  1. Pakap

    Oh, accidenti, capito qui per caso e hai appena compiuto gli anni!
    Ora mi sento in dovere di cominciare il commento con degli auguri, anche se non ti conosco e quindi suonano vuoti… ma, in realtà, sono più vuoti gli auguri fatti ai conoscenti, verso i quali è socialmente necessario scrivere “Auguri!” sulla stupida bacheca. In questo caso, invece, potevo non farlo e ciò che sento non è una pulsione dettata dall’esterno, bensì dall’interno.

    Che stavo dicendo? Ah, sì! Capisco bene di cosa parli, anche se non ho ancora raggiunto il tuo livello. Già adesso è dura affrontare gli sguardi di chi ti giudica infantile solo perché non comprendono la magia, il potere strabiliante di HP e storcono (cavoli, dura questa coniugazione) il naso leggendo sullo sfondo dello smartphone la famosa promessa offerta da Hogwarts.
    Per farla breve, con un tocco di slang: sei una dura e ti stimo! (Yo!)

    • petittuna

      Caaaacchio, io una dura?
      Beh, sí, un po’ è vero.
      Ma dico una cosa: c’è poco al mondo di cui vada piú orgogliosa se non della mia passione per il mondo potteriano.
      Ho tatuato addosso “Lumos” e i doni della morte e me ne farei altri 50 di tatuaggi cosí.
      Harry Potter è molto piú che una storia fantasy, è quanto di piú vicino alla vita vera si possa immaginare in un libro.
      È difficile da spiegare, ma è conforto, è consolazione nei momenti di depressione e tante altre cose.
      Anche adesso che sono “grande”.
      Ci vorrebbe una storia come Harry Potter ogni anno. E sono sincera quando affermo di credere nella magia. La magia esiste, e chi non la vede è solo un babbano.
      Quindi: potterheads di tutto il mondo, uniamoci!
      E facciamo fronte comune contro i mangiamorte.
      Fatto il misfatto!

      • Pakap

        Ammirevole!
        Alla faccia dei tatuaggi senza significato, qui hai di che parlare per ore ed ore, ahah!
        In realtà non è difficile da spiegare, lo è solamente quando hai a che fare con chi non conosce il mondo dietro il mondo; sorprendentemente, ne esistono non pochi… deludenti babbani.
        In alto le bacchette!

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