Quello strano capriccio chiamato “Lettura”

     

Dopo aver letto il libro di Bourdain, un libro criminale e figlio di puttana, che mi è comunque piaciuto moltissimo, ero davvero tentata di restare sulla scia dello stesso autore, come facevo da giovine, ma siccome ho molto meno tempo di quando ero giovine, ho deciso che avevo bisogno di cambiare.
A causa della mia bulimia letteraria, poi, stavo leggendo anche un altro libro, di Moore, che mi ero ripromessa di finire. Peró, dato che sono una che non si fa mai i cavoli suoi coi cavoli suoi (coi cavoli degli altri sí, invece, e spesso la cosa non va neanche a mio favore, ma questa è un’altra storia), mi sono ricordata della mia lista dei desideri su Amazon. E quindi spulcia qua e spulcia là, mi imbatto in una cosa che avevo inserito perché il libro lo aveva letto una persona che per me è un’autorità in fatto di letture (davvero non credo di conoscere qualcun altro che riesca a leggere cosí tanto e un po’ la invidio, ma allo stesso tempo rispetto moltissimo la sua opinione), un noir, di un francese, un certo Lemaitre, che pareva affascinante e un altro, una raccolta di racconti di Gaiman, che mi stuzzicava le idee.
È vero che non sono mai ciecamente fiduciosa nei confronti dei fantasy/horror/gotici, anche se so che mi piacciono molto, e non so per quale motivo mi comporto cosí nei loro confronti. Cosí ho deciso di scaricare l’estratto del libro noir e di accantonare Gaiman ancora una volta.
Letto l’estratto del noir, che mi è parso davvero molto figo, non mi sentivo peró ancora del tutto completa per scegliere. Perció sono tornata dall’estratto di Gaiman, scaricato da un po’ e poi accantonato. L’estratto comprende praticamente solo l’introduzione, dove l’autore spiega come ognuna delle storie inserite nel libro sia nata. Giuro che non avevo voglia di spezzettare la lettura coi racconti, ma solo l’introduzione di questo libro mi ha fatta sentire come se fossi al sicuro dentro un caldo abbraccio di coperte, in un freddo e piovoso pomeriggio invernale.
Sarà il caldo, sarà la nostalgia per i giorni in cui si poteva respirare, sarà la mia bizzarra e più o meno recente fissa per la pioggia, ma ho sentito dentro quelle parole proprio quello che stavo cercando da tanto tempo e non trovavo dentro un libro.

Mi sono sentita al sicuro.

E dunque credo proprio che cederó di nuovo alla mia bulimia letteraria, e daró una possibilità al caro Gaiman, per questa volta.  Corro da lui, perché devo sbrigarmi: ho solo un mese per finire tutti i libri che voglio leggere, prima che ricominci il vortice dei miei due lavori e si abbatta nuovamente su di me quella cosa orribile chiamata “mancanza di tempo per fare tutto” coagulata in modo tremendo insieme a quell’altra cosa abominevole chiamata “arrivare alla sera troppo stanca per prendere in mano un libro”. Chiaramente non riusciró mai a finire tutta la lista che mi sono creata nella mente, ma tentare di nutrire ancora un po’ il mio cuore e soprattutto il mio cervello, è un delitto perfetto che voglio gustarmi fino all’ultimo secondo.

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