il primo amore. Non si scorda mai.

Siccome la Piccola Costanza ha scritto che se avessimo voluto,  avremmo potuto scrivergli in un commento la storia del nostro primo amore.

Siccome ho bisogno di consolarmi perché sono di un umore un po’ sotterraneo che tipo un alligatore bianco che ha vissuto la sua vita nelle fogne dopo che i padroncini americani l’avevano scaricato giù nel cesso perché cresceva troppo ed era finita la moda a me, personalmente, mi fa un gran pippa con due mani (anche se l’attrezzino non ce l’ho).

Siccome mi è venuta voglia di scriverlo che sicuramente un sorriso lo faccio (non so voi, ma io sì)

Allora la storia del mio primo ammore la racconto anche io.

e spero che la Piccola Costanza non me ne voglia e neanche l’attuale Cocchi, se decido di postare la storia anche sul mio di blog, che così prendo due bei piccioncini con una sola fava (che se ci pensate, l’affermazione calza a pennello. almeno per quanto riguarda l’eterosessualità, certo).

Fu una storia tragica.

Dunque.
era il lontanissimo 2000.

Mini Tonna aveva solo 14 anni e andava al primo liceo.
Mini Tonna non sapeva assolutamente cosa volesse dire abbigliarsi in una maniera consona all’esistenza, e indossava solo pantaloni oversize, enormi scarpe da skate e felpe deformate.
non solo, ma Mini Tonna, tanto perché era una ragazza pratica a cui non fregava ASSOLUTAMENTE NIENTE del look, si tagliava i capelli cortissimi e, neanche a dirlo, sembrava un maschio.
di qualche anno più piccolo dell’età che, effettivamente, aveva lei.
Mini Tonna era tanto triste. perché a 14 anni l’ormone della pubertà è esploso da tempo e lei aveva tanto bisogno di scoccare i suoi primi baci a un fidanzatino qualsiasi perché non ce la faceva più.
Mini Tonna si era anche innamorata un paio di volte ma, ben presto, si era resa conto di essere invisibile agli occhi degli umani di sesso maschile.
un po’ perché era troppo timida, un po’ perché era troppo uomo, di certo i maschietti non si sarebbero mai interessati a lei se avesse continuato a comportarsi come loro.
Mini Tonna aveva avuto un’esperienza devastante con la sua prima cotta (il compagno di banco delle medie) che, non appena era venuto a conoscenza della sua passione per lui, aveva cominciato a evitarla come la peste e a trovarsi a un minimo di un km di distanza da lei. per sempre.
Compagnodibanco aveva paura di lei.
ma questa è un’altra storia.
insomma, proprio quando MiniTonna aveva perso la speranza, successe un fatto strano.

si trovava ad una vacanza organizzata (tipo colonia, per capirsi) e incontrò un animatore che, non subito, ma gradatamente, le fece perdere la testa.
Animatore era alto quasi due metri e magro come uno stecchino rachitico. aveva i capelli crespi e rosci, gli occhi porcini e un muso asinino che ne sarebbe bastata la metà.
ma amava la musica rap.
dio! finalmente uno che ascolta la mia stessa musica!  aveva pensato Mini Tonna. e aveva gettato al vento il lume della ragione.
ma per non correre rischi, non aveva fatto altro che guardarlo da lontano sospirando come un ventilatore acceso.
la cosa aveva determinato che TUTTI se ne accorgessero, tranne lei.
Animatore aveva 17 anni e le sembrava TANTO più grande. cosa che, ulteriormente, la dissuase dall’avvicinarsi per qualsivoglia motivo.
come ciliegina sulla torta, Animatore aveva una fidanzata ad aspettarlo a casa.
Mini Tonna era disperata. credeva che non sarebbe mai riuscita a confessare il suo amore. quindi si rassegnò, versando qualche lacrima chiusa nel bagno della sua camerata, fradiciando la maglietta della sua amica del cuore.
una cosa di cui Mini Tonna non si accorse mai, finché qualcuno non glielo fece notare, fu che Animatore le si avvicinava per qualsiasi motivo in qualsiasi momento.
a lei sembrava ancora il principe azzurro eterno ed impossibile.
poi accadde un fatto.

un giorno Mini Tonna disse “aiuto. tutte queste scale. che qualcuno mi prenda in braccio”
in quel momento Animatore era alle sue spalle.
come un fulmine sceso dal cielo sereno e, senza dirle niente, lui la imbracciò e in un secondo la tirò su. (ignoriamo ancora come ci riuscì, dato che probabilmente pesava anche 4 o 5 abbondanti kg meno di lei, nonostante la superasse di molto in altezza, e non sappiamo perché egli non sia morto, ma tanto può la Forza dell’Ammore) salendo le scale con una Mini Tonna incredula in collo.
in quel momento il mondo rischiò di perdere una piccola Tonna. perché lei si sciolse in una vastissima pozzanghera d’acquetta.
quando Animatore la posò in terra, con tutta la delicatezza di un lanciatore di peso, Mini Tonna era tutta un cuoricino.
ma non voleva ancora credere che egli nutrisse qualche sentimento nei suoi confronti.
poi quella stessa sera lui le scrisse un biglietto
MI SA CHE MI PIACI.
in quel momento il cuore di Mini Tonna perse un colpo
MI SA CHE MI PIACE ANCHE TU
scrisse lei, sul retro del bigliettino.
non si baciarono.
per due motivi:
1- perché gli animatori non potevano fraternizzare con gli animati
2- perché la sorella maggiore di Animatore era a due centimetri da loro, lanciando saette dagli occhi e muti anatemi all’indirizzo di una piccola Tonna che sguazzava nel paradiso dei pesci.

il primo bacio ci fu una settimana dopo.
la storia fu una storia a distanza.
si vedevano una volta a settimana.
pomiciavano come se dovessero risucchiarsi la testa l’uno dell’altra.
poi dopo pochi mesi il disastro.
lui le telefonò.

Mini Tonna trotterellò verso il telefono con gli occhi a cuoricino. come ogni volta che riceveva una telefonata da lui. al telefono di casa. ignara di tutto quello che sarebbe successo dopo.
Animatore disse la frase che le spezzò il cuore in mille piccolissimi pezzi “non possiamo più stare insieme. non è colpa tua, sono io. io non sono quello che sembro. tu mi hai reso migliore, ma non voglio che vedi il mio vero me. non posso stare con nessuna, se non cambio prima io.”
a niente valsero le lacrime, le grida, le suppliche di Mini Tonna.
(e la vergogna di Mamma Tonna che la guardava sdegnosa -e sdegnata- dalla porta della cucina)
Animatore riattaccò.
il telefono lasciò un lungo TUUUUUUUUUUUUUU di disperazione.
e Mini Tonna inzuppò il suo primo cuscino di litri e litri di lacrime.
fu la prima, ma non l’ultima inzuppatura lacrimale di cuscino, nella vita di una Tonna che stava crescendo.

ho perso l’uomo della mia vita

fu l’unico pensiero che Mini Tonna riuscì ad articolare per giorni. e giorni. e giorni.

Mini Tonna scoprì che Animatore si rifidanzò poco dopo. con la sua sosia brutta e più giovane.
la storia durò 10 anni.
poi Sosia lo lasciò per uno più interessante e meno problematico.

vedi il karma, a volte.

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