Camerieri con gli occhi grandi

l’altra sera sono andata a mangiare a “La Sagra del Vino”, un’osteria storica che sta nel cuore del centro di Roma. praticamente attaccata a Via delle Medaglie d’Oro.

siccome il posto è vecchio, ormai tutti lo conoscono come “Da Candido” che poi è il nome dell’oste proprietario.
non voglio scrivere un food blog.
anche perché per lo stato in cui ero, sono riuscita a mangiare poco e niente.
ma questa è un’altra storia.

io in quell’osteria ci sono andata per due motivi:
1- l’altra storia (che non racconterò ora, in questa sede, ma forse fra un po’ di tempo, se tutto va come deve andare)
2- conoscere Sandro Bonvissuto.

andiamo con ordine.

l’osteria credo abbia aperto negli anni ’70. forse anche prima.
quindi i proprietari hanno vissuto gli anni d’oro della nostra bella Roma.
quasi tutti quelli che transitano lì, sono amici di Candido. e vorrei ben vedere.

Candido è un signore romano verace. avrà sicuramente più di sessant’anni, e ancora un sacco di capelli in testa, tutti bianchi. e la panza classica da oste. che, tra l’altro, si porta benissimo.
dico solo che mi ha chiamata “principessa”, a un certo punto. non avrei potuto non innamorarmi subito di lui. ci è venuto addirittura a chiedere scusa se non aveva potuto metterci fuori, perché c’era il compleanno di un suo amico.
il figlio, Valentino, è sui trenta.
e puoi giurarci che lì dentro c’è cresciuto.
infatti, quando vai alla cassa, se guardi bene, vedi una foto in cui c’è il giovane Candido con un pupo seduto su uno dei tavoli.
il pupo è Valentino da piccolo.
che piccolo, secondo me, c’è stato solo quando aveva 2 anni.
adesso è un omone con un sorriso contagioso e compagnone.
Valentino è un vero personaggio. parla con tutti, scherza, prende in giro anche chi non ha mai visto.
ma il bello viene dopo.
io ho avuto la fortuna di vedere il “menù animato”.
che cos’è? ve lo spiego subito.
Valentino si mette a un lato del tavolo, dove tutti lo possono vedere, e racconta che cosa si può mangiare per secondo, aggiungendo una serie di gesti -come dire?- molto fantasiosi.
quindi se io vi dico: polpette, osso buco e polpettone..non vi viene in mente niente?
ecco. è proprio quello che immaginate.

appena arrivati, grazie anche a chi ci accompagnava, ci hanno fatto entrare subito in cucina.
e si capisce che se sei amico di Candido diventi anche parte della famiglia.
in cucina c’è la moglie di Candido e la sorella di Valentino (che fa un po’ avanti e indietro tra la cucina e i tavoli), e credo un paio di altre persone.
grandi abbracci e baci hanno accolto gli amici.
e come fai a non sorridere davanti a tanto affetto?

il muro è tutto ricoperto di mattonelle color crema. su ogni mattonella c’è un adesivo. quasi tutti risalenti a quando l’osteria è stata aperta.
e i vetri delle finestre sono del colore della birra, smerigliati.
ditemi voi se questo non sembra un posto perfetto per ambientarci almeno una scena di un film.
o andarci a cena una volta a settimana.

non mi è sembrato di vedere molti altri camerieri oltre a Valentino, la sorella e un altro.
Sandro.
Sandro lavora da Candido da diversi anni, non so di preciso quanti.
e ha pubblicato da poco il suo primo libro per Einaudi, che si chiama “Dentro”.
non sto qui a raccontarvi troppo, perché se volete sapere qualcosa potete andare qui http://50.116.72.213/~romana/sandrobonvissuto.it/

Sandro ha gli occhi grandi. color acqua.
e un viso buono come se ne vedono pochi in giro.
è mingherlino e parla come magna, ma si vede lontano un km che ha un cuore così.
a lui avevano parlato di me e a me avevano parlato di lui.
ci hanno presentati, ma poi è tornato subito a lavoro.
però il sorriso che mi ha fatto, è valso più di mille parole.
Sandro è bello.
ma non bello come si dice a un uomo che piace alle donne. no. è bello nel senso generale del termine.
lo chiamano l’oste-filosofo perché, mentre lavorava si è preso una laurea in filosofia.
mi avevano detto che ci saremmo piaciuti, ed è stato così.
non ci siamo detti granché. praticamente non ci siamo detti niente.
ma credo che ci siamo riconosciuti. questo sì.
sono stata felicissima di conoscerlo.
non solo perché è la prova vivente che è possibile farcela, anche scrivendo un libro di racconti, anche non essendoo nessuno.
ma perché ora posso dire di essere veramente felice che lui ce l’abbia fatta.
secondo me se lo merita.

Ah, e comunque, se state a Roma, da quelle parti: andateci.
si mangia da dio.

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