ci sono persone geniali: io, no.

sono alla ricerca di idee.

sapete quando avete il cervello completamente vuoto?
per fare un esempio pratico.
immaginate il deserto. immaginate quei grovigli di arbusti che formano delle palle che il vento spinge qua e là. poi immaginate volare queste palle di arbusti dentro quella porzione di deserto che vi siete immaginati.
ecco.
il mio cervello è così in questo momento.
encefalogramma piatto.

sì, lo so che sto scrivendo e che se non avessi nemmeno mezza idea non starei postando un blog.
LO SO.
ma io sto cercando idee per il mio prossimo libro.
o prossima raccolta di racconti, per la precisione.
e anche per il romanzo.
ma il romanzo verrà dopo la raccolta, certo.

chiaramente, non ho alcuna intenzione di fermarmi.

diciamo che sono in modalità assorbimento.
come se fossi diventata un grosso tampax, interno alla letteratura.
e non so se preoccuparmi o meno di questo fatto di essere rimasta senza idee valide per inventarci qualcosa attorno.
perché è vero che si scrive per curarsi, ma io voglio scrivere anche perché amo farlo.
e così ricerco la fantomatica idea geniale che mi porti a creare qualcosa di valido.

ma niente.
nessuna ispirazione.
non riesco a fare altro che pensare a tutti gli autori che ho letto nella mia vita.
soprattutto a quelli che io reputo geniali.
e farmi venire un sacco di complessi di inferiorità.

cioè, ma voi ci avete mai pensato?
ci avete mai pensato, per esempio, a che dio fosse Conan Doyle? a me non verrebbe mai in mente di creare un personaggio tanto articolato come Sherlock Holmes.
e ci avete mai pensato a che divinità fosse Jane Austen? io non potrei mai descrivere così una storia d’amore.
e boh, un contemporaneo a caso. Niccolò Ammaniti. se leggete “che la festa cominci” è proprio strano che non vi caschi la mascella in terra, con tutte le cose ASSURDE che è riuscito a inventarsi.
o Morozzi, che produce come un assassino e quasi tutte cose belle. invidia allo stato puro.

insomma, in questi casi, come si fa a non sentirsi come se si avesse un braccio, una gamba, una mano in meno?
io mi sento come se mi mancasse una parte di cervello.
quella parte di cervello che partorisce idee geniali.
non è giusto. ecco.

 

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  1. Al

    Sì, ma potevi anche nascere genio del male. E passare la tua vita a ideare nuovi modi per far star male le persone.

    O genio della merda e scrivere solo cose di merda, che però -essendo il nostro un mondo pieno di gente di merda- tantissimi avrebbero letto e osannato.

    O genio del banale, e saresti diventata famosa raccontando cagate di nessuna importanza, senza né capo, né coda, storie che non hanno uno scopo, che non dicono niente della vita che tutti non sappiano già.

    O genio dell’egocentrismo e cercare di scrivere un libro, farne girare un film, andare ai programmi tv e far sorridere la D’Urso.

    O genio riconosciuto, come quelli che ogni volta che digitano settantasei caratteri per scrivere “Ciao” vengono subito additati come ideatori di nuovi concetti.

    O genio generazionale, quello che tutti dicono che lo leggono i giovani perché parla di loro, solo perché chi lo sta recensendo è vecchio e crede che questo sia il motivo per cui gli ha fatto cagare. E poi i giovani se ne convincono e si mettono a leggerlo, crescendo lobotomizzati e ignorando i geni universali senza tempo, perché -dai- chi vorrebbe mai leggere qualcosa che piaceva anche alla propria madre?

    O potevi nascere ed essere tutti questi geni insieme, e chiamarti Moccia o Volo.

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