Breve storia deGLI uominI della mia vita

partiamo da un presupposto.

io ho sempre avuto un rapporto contraddittorio e complesso con l’amore. io ne ho troppo. da dare.
il mio problema fondamentale è che, quando comincio una storia (o meglio: quando cominciavo, all’inizio della mia carriera sentimentale, poi fortunatamente le cose sono un po’ cambiate) mi ci butto completamente a capofitto senza risparmiarmi nemmeno un po’.
caracollando in malo modo, e uscendone sempre con qualche osso rotto.

col tempo, crescendo, questo è diventato un po’ meno violento.
finché poi non mi sono prosciugata completamente, per arrivare all’idea di non dover mai più concedere il mio amore a nessuno.
se non a me stessa. o al massimo a un gatto.
poi le cose sono cambiate.
ma questa è un’altra storia.

oggi voglio raccontare questa storia. la storia deGLI uominI della mia vita.
evidenzio il plurale per un motivo ben preciso.
essendo –sfortunatamente– una persona che nutre un’incredibile e inspiegabile –e spesso immotivata– fiducia nel prossimo, ho quasi sempre creduto fermamente che la persona che mi mettevo accanto, fosse un potenziale uomo della mia vita.
beh, insomma. diciamo che la parola “creduto” è un grosso eufemismo.
io ne sono sempre stata straconvinta al 100%.

detto questo, possiamo quindi procedere.

tutto cominciò quando la piccola Tuna aveva 14 anni.
a quattordici anni il mondo è bello e invitante di colori, ma ancora sugli alberi ci sono solo fiori (ok, la finisco), e credi che qualsiasi cosa inizi sia per sempre (se è per questo anche a 15. e a 16. e a 17. e a 18. poi basta però.).

1-il primo uomo della mia vita si chiamava Massimo. aveva 3 anni più di me, e io non riuscivo a capacitarmi di come avesse potuto innamorarsi di me.
a quattordici anni non credevo fosse possibile che qualcuno sulla terra sarebbe stato in grado di innamorarsi di me.
per questo (e per la mia sconfinatamente bassa autostima), gli ero così infinitamente grata da convincermi che fosse l’uomo della mia vita.
poi ci siamo lasciati. poi ci siamo rimessi insieme. poi ci siamo lasciati di nuovo. e siccome ho un briciolo di dignità, la seconda volta l’ho lasciato io (in quanto lui se ne sbatteva di me). e dopo averlo lasciato, vedendo che non trovavo più nessuno, dicevo “sono una stupida, ho lasciato l’uomo della mia vita.” convinta che sarei rimasta sola per sempre.

2- il secondo uomo della mia vita l’ho avuto tra i 15 e i 16 anni.
fu una storia da “Dawson’s Creek” (se non lo conoscete andate a riporvi. perché siete troppo più piccoli di me e mi fate sentire vecchia).
lui era il mio migliore amico. poi un giorno, dal nulla, siccome ci annoiavamo, abbiamo cominciato a sbaciucchiarci. e siccome io sono debole di cuore mi sono innamorata di lui (e lui di me, ero ricambiata, cazzarola! almeno per i primi 5 mesi, diciamo).
solita storia: infanzia passata insieme, mille cose in comune, caratteri compatibili.
ero sicura che fosse l’uomo della mia vita, e che ci saremmo sposati, perché nella mia testa, siccome ci piacevano le stesse cose (tipo il gelato, disegnare e i fumetti), ero sicura che fosse la mia anima gemella.
poi, come tutti i preadolescenti che non hanno ancora conosciuto il sesso, è cresciuto e ha conosciuto il sesso.
separatamente da me, ovvio.
per quel motivo io ho perso ogni attrattiva.
fanculo all’amicizia, fanculo all’infanzia, fanculo al gelato.
e io l’avevo anche accompagnato al pronto soccorso quando si era rotto una gamba, senza lasciarlo un secondo.
per la seconda volta mi convinsi che sarei rimasta sola per sempre.

3- il terzo uomo della mia vita NON l’ho avuto tra i 16 e i 17 anni.
stavo con questo che poteva anche essere interessante, in realtà lo era. molto intelligente, suonava TUTTI gli strumenti e riusciva a fare più cose contemporaneamente.
diciamo che era piuttosto un passatempo con cui poi mi sono convinta avrei dovuto impegnarmi al massimo.
non so dire per quale motivo, di preciso.
poi, come gli altri, un bel giorno lui ha capito che c’era qualcosa più importante di me, e mi ha mollata.
ho passato un po’ di tempo a cercare di recuperarlo, più per orgoglio personale che per altro.
poi mi sono convinta che uno col pisello piccolo (ops, non avrei dovuto dirlo?) che in 7 mesi non mi ha sfiorata nemmeno con un dito, non era poi una così grande conquista.

4- il terzo uomo della mia vita L’HO avuto a 18 anni.
Paolo.
di lui dirò il nome perché lo ricordo con tanto affetto.
con lui ero più convinta degli altri.
facevamo progetti.
per la prima volta un uomo diceva che ero più importante di qualsiasi cosa sulla terra.
e allora a quel punto ho detto “è certamente lui, quello che sposerò”
c’era solo un piccolo particolare non trascurabile, che io ho trascurato eccome: lui aveva un anno meno di me.
siamo stati insieme due anni e mezzo.
poi mi ha mollata.
anche lui risucchiato dal vortice della crescita e della maturazione.
io l’ho odiato profondamente perché aveva smesso di amarmi. ma nessuno si può biasimare se smette di essere innamorato di te. succede.
mi sono giurata che non sarei mai stata con uno più piccolo di me. MAI PIù.
ci ho messo 9 mesi a riprendermi dalla depressione in cui mi aveva scagliato. violentemente.

5- il quarto uomo della mia vita l’ho avuto a 20 anni
beh. avuto è una parola grossa.
non scenderò in particolari su di lui.
dico solo che lo conobbi in vacanza, dopo la botta di Paolo, e impiegai 20 minuti netti a innamorarmi (giuro. è una misura vera e precisa).
lui, più grande di me di quasi dieci anni, ovviamente non si innamorò mai di me.
passammo insieme 3 giorni meravigliosi.
ci sentimmo per un mese dopo che io partii.
poi sparì. come morto.
i 6 mesi successivi li trascorsi a desiderare di tornare in Sardegna per stare con lui. mi ci volevo trasferire.
ci tornai. in inverno.
scoprii che lui aveva una fidanzata. incinta.

6- il quinto uomo della mia vita, credevo fosse arrivato, quando avevo 22 anni.
ci ho creduto perché era il primo uomo della mia vita che diceva di volermi sposare.
lui. di sua spontanea volontà.
saremmo andati a vivere insieme.
mi garantiva un futuro per noi.
aveva la mia stessa età (e ce l’ha ancora. ovvio.).
ero diventata stupida.
le donne diventano quasi sempre cieche, sorde e mute, quando sono prive dell’esperienza giusta, e un uomo gli promette un futuro.
ci ho creduto per via di un cocktail assurdo tra bassa autostima, solitudine, disperazione e varieventuali.
ero ubriaca di tristezza.
poi ho scoperto che era un pazzo violento e geloso.
sono scappata a gambe levate.
senza guardarmi indietro.

7-quindi, il quinto uomo della mia vita dovrebbe essere arrivato tra i 22 e i 23 anni.
anche lui tipo interessante.
quando lo conobbi diventai completamente deficiente.
ma non perché mi aveva promesso un futuro.
cinque anni più di me, semplicemente ero convinta che fosse tutto quello che avevo desiderato nella mia vita fino a quel momento. e maturo abbastanza da potermelo dare.
ci siamo lasciati dopo i primi 3 mesi di storia, poi lui è tornato da me.
dicendomi che aveva fatto una cazzata a lasciarmi, e tutti i crismi del caso.
praticamente tutto quello che le donne sognano.
io ho cercato di resistere ma non ce l’ho fatta. e ho ceduto.
voglio dire, Chiara, questo torna da te strisciando e te hai dubbi?
3 anni.
il tempo che ci ho impiegato a capire che io non ero fatta per lui e lui non era fatto per me.
da quel momento ho giurato che li avrei scelti solo dai 35 in su.

8- il quinto uomo della mia vita, quindi, è arrivato a 25 anni.
uscita da una storia difficile, credo di essermi innamorata del primo che è passato.
non è vero.
in realtà ero convinta di aver trovato una me di sesso maschile.
non proprio sopra i 35 (3 o 4 anni in meno dei 35), ma eravamo uguali in tutto e per tutto.
e, più di ogni altra cosa: un’incredibile ed enorme passione in comune per i libri. (nda: i libri sono circa la mia ragione di vita)
entrambi tanta sofferenza alle spalle. immensa, reciproca, comprensione.
mi sono detta: è lui!
ci siamo visti mezza volta, con un contorno di un’infinita corrispondenza epistolare.
non gli piacevo.
e, in realtà, non credo di essergli piaciuta mai.

9-ed eccolo, il sesto uomo della mia vita. io 26 anni. uno sfacelo alle spalle.
lui di anni ce ne ha due soli più di me.
come faccio ad essere sicura che sia lui quello giusto?
le sicurezze non esistono.
ma uno che mi ha aspettata per un mese e mezzo, prima che mi decidessi, direi che un po’ di fiducia la meriterà, no?

 

p.s. in realtà ci sono 6 milioni di motivi per cui SO che è questo l’uomo.
ma voi siete ancora troppo giovani e troppo poco esperti per poter capire.
è bene che cresciate un altro po, per scoprirlo.

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