Triologia del Villaggio di Tuna. Capitolo 1: Tetti Divelti.

Ci sono quei momenti della vita che credi dureranno un’eternità.
Il più delle volte questi momenti sono difficili.
E allora ti ci adagi dentro. Prendi una posizione comoda, e aspetti.
Aspetti che finiscano, certamente.
Ma, alle volte, non è proprio la fine del momento che aspetti. In realtà non sai nemmeno tu cosa stai aspettando.
Però pensi ancora che quel momento si prolungherà molto nel tempo. E nel tuo adagiarti, ti senti anche comodo.
E ti abitui.
Trovi i tuoi tempi, i tuoi spazi.
Un po’ come quando ti trasferisci in una nuova casa, appunto.
Succede quindi che ti insedi in questo tuo stato d’animo di malinconia latente e ci sistemi dentro tutte le tue cose.
Le tue aspettative. Le tue speranze. Il modo che hai di affrontare la vita.
Così, dopo aver trovato un tempo e una posizione per tutto, è fatta. Ci vivi bene dentro a questo momento difficile. Tanto da credere che, in realtà, in tutto questo tuo sistemarti e trovare un’ubicazione, il momento sia finito.
E allora ricominci a vivere la tua vita come sempre, tralasciando il fatto che, probabilmente, potresti stare diventando una persona sola e triste.
Ma questo non importa, perché tu credi di aver risolto tutto, e di stare benissimo.
Poi succedono delle cose.
Cose assurde.
Avete presente, tipo, il film “Donnie Darko”?
Perfetto.
Tralasciando tutte quelle valutazioni che dicono “non ho ancora capito se quel film è una cosa incredibilmente geniale o una cagata pazzesca”, perché non è questo ciò che ci serve, io mi soffermerei su un punto in particolare di quel film.
Avete presente quando, a un certo punto, l’elica di un aereo che volava da quelle parti si stacca, e va a finire proprio sulla casa del povero Donnie, aprendogli completamente il tetto?
Ecco.
Questo è quello che capita quando succedono quelle cose assurde di cui stavo parlando qualche riga più su.
Tu ti ci sei adagiato in questo momento difficile e, perché no? Ci vivi anche bene.
Poi, proprio nel momento più tranquillo, mentre stai dormendo, si stacca l’elica dall’aereo che passava di lì volando, indisturbato, e BAM!
Improvvisamente, il tetto della tua malinconia comoda e semplice si sbraga.
Si apre completamente.
E quindi ti svegli, dal torpore in cui stavi vivendo.
E ti ritrovi sdraiato, con il tetto completamente scoperchiato, e gli occhi spalancati a guardare il cielo stellato di una notte estiva.
Meraviglioso, bellissimo, cielo blu pieno di innumerevoli puntini bianchi e luminosi.
In quel momento ti rendi conto.
Cazzo-
Mi sa che forse, le cose non andavano così bene come sembrava che fosse.
La tua casa non è più tanto solida e sicura.
E il momento è davvero difficile.
Perché adesso devi prendere la tua pazienza, la tua forza, la tua buona volontà e metterti a ricostruire il tetto, pezzo per pezzo.
Che poi quando piove chi ti ripara dall’acqua?
Quando c’è caldo, chi ti ripara dal sole?
Quando c’è freddo, come ti copri?
E quando c’è il vento, come fai a non farti portare via tutto?
C’è bisogno di ricostruire.
E ricostruire è una cosa difficile da fare da soli.
E sai chi ti aiuta?
Eh, già.
Proprio l’elica cattiva che era venuta a romperti il tetto.
Si mette lì, vicino a te, a darti una mano con la calce, i mattoni, la cortina e tutto il resto.
Anche se non pensavi di aver bisogno di una mano.
Perché l’elica si è staccata dall’aereo apposta per aprirti il tetto. Perché sapeva che avevi bisogno di un aiuto.
Solo, prima di accorgertene, era necessario che ci fosse una grossa scossa per svegliarti.

 

CONTINUA…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...