teoria dell’ispirazione

il problema è
che quando devi farti venire in mente un’idea fica per scrivere qualcosa, non ti viene in mente niente.
il problema, dico io, è che nel momento stesso in cui tu decidi: “cazzo, stasera voglio scrivere”, l’ispirazione se ne va e ti lascia a piedi.
io ho una teoria.
la teoria dell’ispirazione.
che coincide un po’ anche con la teoria degli aggeggi tecnologici.
e lo so, lo so che di primo acchito potrebbe non significare un cazzo. ma aspetta.
siediti e ascolta.

dunque, partiamo con la teoria degli aggeggi tecnologici.
io ho sempre avuto un sacco di problemi con le cose tecnologiche.
soprattutto con l’approccio.
tu compravi -che ne so?- un cellulare, o un lettore mp3, queste cose qua.
e non funzionavano neanche a martellate.
così li riportavi al negozio.
e proprio quando andavi dal commesso a fargli vedere «guarda, vedi? non mi si accende proprio!»
quello, nelle sue mani funzionava alla perfezione.

bastardo infido.

quindi tu tornavi a casa, con la coda fra le gambe, l’onta dell’umiliazione su di te, e riprovavi ad accendere il tuo aggeggio tecnologico per farlo funzionare, finalmente, nelle tue mani.
ma niente.
si rifiutava categoricamente di funzionare, in mano a te.

così che facevi?
lo coglievi di sorpresa.
certo!
ti sembra strano?
beh, ma se non mi fai finire di spiegare!
dunque. dicevo.

tu lo mollavi lì, in un cantuccio.
lo facevi sentire solo per un po’.
e dopo, quando meno se lo aspettava, lo prendevi e provavi ad accenderlo.
ed eccolo lì, il bastardo infido.
TAC!
si accendeva.
e da quel momento funzionava alla perfezione.

ma non è mica finita qui!
già.

perché nel momento stesso in cui il dannato subdolo coso ricominciava a funzionare, tu lo insultavi.
“brutto stronzo, guarda te che cazzo. ho fatto un sacco di giri per te e ci ho speso pure un sacco di soldi. vedi te se non devi funzionare adesso”
e che succedeva?
TAC!
improvvisamente decideva, deliberatamente e nuovamente, di smettere di funzionare.
di nuovo.
e questa volta non valeva la stessa manfrina dell’inizio.
perché aveva imparato.
non potevi mica permetterti di mollarlo in un angolo e aspettare di coglierlo di sorpresa.

nah.

quello di sorpresa non ci si faceva più cogliere.
dunque, il metodo era uno solo.
fargli le tue scuse.
assurdo, vero?
ebbene, questa è la pura e sacrosanta verità.
ti devi scusare con lui.
“ok. perdonami. in realtà io ti voglio bene. sai che ti voglio bene. dai, perfavore. ritorniamo amici. eh? che ne pensi?”
se ti andava bene, riprovavi ad accenderlo e quello ritornava a funzionare.
se invece ti andava male, eri costretto ad arrivare alle suppliche!
“ti prego, perfavore! perfavore! lo sai che non ti getterei mai. se ti ho comprato è perchè senza di te non posso vivere!”
solo i più infidi sono quelli che ritornano a funzionare dopo questa umiliazione.

perciò che fai?
tu ti previeni.
perchè a quel punto sai, dal principio, che dovrai sempre volere bene e trattare con riguardo i tuoi aggeggi tecnologici.
e guai. GUAI! a trattarli male.
si ribelleranno.
e vorranno di nuovo le tue scuse.

ma mica è finita!
ah.
no no no.

intanto, ci sono quei momenti in cui decidono di non funzionare, ma poi tornano.
e lì bisogna essere tanto, TANTO pazienti. tanto.
con la pazienza potrebbero anche smettere di scherzare e tornare a essere con voi.
al 100%
e infine, la cosa peggiore: potrebbero benissimo decidere deliberatamente di non funzionare più.
e a quel punto non varrebbero più tutte le scuse e le suppliche.
perché avverrebbe l’irreparabile.
ovvero: il loro irrimediabile e definitivo suicidio.
ecco.
e tu ti ritroveresti assolutamente privo del tuo aggeggio tecnologico a cui, tutto sommato, volevi tanto bene.
e senza alcuna possibilità di rimediare.
dovresti solo comprarne un altro.
tutto chiaro?
bene.

con l’ispirazione funziona più o meno così:
1. devi trattarla bene, altrimenti potrebbe sfuggirti e decidere di tornare solo davanti a persone per cui non servirebbe assolutamente a niente.
2. devi coglierla di sorpresa (o lasciarti cogliere di sorpresa da lei, alternativamente) perché è solo così che ritornerà a funzionare.
3. non devi trascurarla, ma volerle bene. perchè se non le vuoi bene potrebbe anche decidere di andarse e ritornare chissà quando.
4. guardati bene dall’insultarla, quando non c’è. coccolala. perchè potresti anche non rivederla. e se decidesse di suicidarsi, beh -a quel punto sarebbe la fine.
5. questa è la parte peggiore e più difficile: se muore l’ispirazione, non c’è davvero rimedio. l’ispirazione non si può comprare. e perderla per sempre vuol dire, letteralmente: non recuperarla mai più.
6. sappi aspettarla. è un po’ volubile. non ce l’hai sempre. è una cosa che va e viene come vuole lei. purtroppo è ingestibile.
ma quando ce l’hai, cazzarola, abbi la compiacenza di imparare a tenertela stretta.

tutto chiaro?

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